Maria Rosaria a “Uomini & Donne”

 

Che dire… ho provato a riguardare il tutto estraniandomi dal contesto… qualcuno mi ha detto ” Prova a guardare le cose come se non ne facessi parte, solo allora potrai comprenderne il vero significato e darne una valutazione il più vicina possibile all’oggettività”

Ho capito subito che oggettivi non si è mai e che tutto dipende dai punti di vista… e i punti di vista dipendono dalle esperienze che ognuno porta con sé nel bagaglio della vita…

Ognuno penserà a suo modo, ognuno trarrà le proprie conclusioni… io ne ho tratto solo delle premesse.

Ecco degli spezzoni della puntata alla quale Maria Rosaria ha partecipato. I video sono in flash, tuttavia risultano abbastanza pesanti, quindi attendere qualche minuto per il loro caricamento completo, oppure scaricare il file zip con tutti e tre gli spezzoni:

 

 

TUTTI I VIDEO IN ARCHIVIO ZIP

Cliccare sul link per scaricare tutti i video compressi in Archivio Zip.

 

Altri articoli

Una replica

  1. luigi.dipasquale (l’autore del blog) scrive:


    Cosa è oggettivo se non ciò che è oggettivo per sè. L’esperienza soggettiva scavalca ogni compromesso e ne valorizza il bagaglio. E tutto questo è come dire che l’oggettività non esiste; è solo un altro modo di essere cinici quando l’uomo piuttosto è istinto, sentimento e intelligenza. E’ giusto dire -io me ne vado- quando l’oggettività (falsa) altrui mette da parte un contesto come il tuo. Allora mi sono promesso, prima di osservare i filmati, di ‘rileggerli’ in una triplice chiave. Una da spettatore, l’altra da conoscente ammiratore e l’altra da uomo non esteta. Lo spettatore mi è parso affascinato, superficiale nel giudizio (soggettivo), squilibrato nell’attenzione e immerso nelle immagini di donne in vetrina. Il conoscente ammiratore mi è sembrato attento, profondo, mescolava le parole e le immagini in un contesto di sensi soggettivi quasi emozionale. Ascoltava, osservava, ripeteva dentro di sè ogni cosa vista e detta e ne conservava il risultato per espandere dentro di sè la considerazione. Il non esteta è stato un giudice non condizionabile, un ‘biologo’ dell’identità con tanto di microscopio e scartoffie senza senso per cogliere appieno ciò che si nascondeva oltre l’apparenza. Ora, la vera follia se vogliamo, è aver provato ad essere tutti e tre gli uomini nello stesso momento rivedendo e riascoltando il tutto una quarta volta, e ritrovarmi a dire: “eccomi, questo sono io, e questa è lei, la regina di quella puntata che con la sua intelligenza, il suo coraggio e il suo cuore si è distaccata dal giudizio globale rifiutandolo, opponendosi e smascherando l’oggettività con le parole di una donna che sente di non essere un oggetto. E quali parole meglio delle tue.
    Infine, proprio perchè si tratta di te, voglio andare oltre il luogo comune proposto dalla televisione perchè ne ho già uno per me… saprai immaginarlo quale esso sia.
    Avrò la tua arrendevolezza alla mia costanza

Lascia un commento

Devi essere autenticato per inviare un commento.