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	<title>Commenti a: Maria Rosaria a &#8220;Uomini &#038; Donne&#8221;</title>
	<link>http://www.mariarosaria.com</link>
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	<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 18:41:38 +0000</pubDate>
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		<title>Di: luigi.dipasquale</title>
		<link>http://www.mariarosaria.com/maria-rosaria-a-uomini-e-donne/#comment-4</link>
		<dc:creator>luigi.dipasquale</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Dec 2007 11:21:26 +0000</pubDate>
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		<description>Cosa è oggettivo se non ciò che è oggettivo per sè. L'esperienza soggettiva scavalca ogni compromesso e ne valorizza il bagaglio. E tutto questo è come dire che l'oggettività non esiste; è solo un altro modo di essere cinici quando l'uomo piuttosto è istinto, sentimento e intelligenza. E' giusto dire -io me ne vado- quando l'oggettività (falsa) altrui mette da parte un contesto come il tuo. Allora mi sono promesso, prima di osservare i filmati, di 'rileggerli' in una triplice chiave. Una da spettatore, l'altra da conoscente ammiratore e l'altra da uomo non esteta. Lo spettatore mi è parso affascinato, superficiale nel giudizio (soggettivo), squilibrato nell'attenzione e immerso nelle immagini di donne in vetrina. Il conoscente ammiratore mi è sembrato attento, profondo, mescolava le parole e le immagini in un contesto di sensi soggettivi quasi emozionale. Ascoltava, osservava, ripeteva dentro di sè ogni cosa vista e detta e ne conservava il risultato per espandere dentro di sè la considerazione. Il non esteta è stato un giudice non condizionabile, un 'biologo' dell'identità con tanto di microscopio e scartoffie senza senso per cogliere appieno ciò che si nascondeva oltre l'apparenza. Ora, la vera follia se vogliamo, è aver provato ad essere tutti e tre gli uomini nello stesso momento rivedendo e riascoltando il tutto una quarta volta, e ritrovarmi a dire: "eccomi, questo sono io, e questa è lei, la regina di quella puntata che con la sua intelligenza, il suo coraggio e il suo cuore si è distaccata dal giudizio globale rifiutandolo, opponendosi e smascherando l'oggettività con le parole di una donna che sente di non essere un oggetto. E quali parole meglio delle tue. 
Infine, proprio perchè si tratta di te, voglio andare oltre il luogo comune proposto dalla televisione perchè ne ho già uno per me... saprai immaginarlo quale esso sia.
Avrò la tua arrendevolezza alla mia costanza</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa è oggettivo se non ciò che è oggettivo per sè. L&#8217;esperienza soggettiva scavalca ogni compromesso e ne valorizza il bagaglio. E tutto questo è come dire che l&#8217;oggettività non esiste; è solo un altro modo di essere cinici quando l&#8217;uomo piuttosto è istinto, sentimento e intelligenza. E&#8217; giusto dire -io me ne vado- quando l&#8217;oggettività (falsa) altrui mette da parte un contesto come il tuo. Allora mi sono promesso, prima di osservare i filmati, di &#8216;rileggerli&#8217; in una triplice chiave. Una da spettatore, l&#8217;altra da conoscente ammiratore e l&#8217;altra da uomo non esteta. Lo spettatore mi è parso affascinato, superficiale nel giudizio (soggettivo), squilibrato nell&#8217;attenzione e immerso nelle immagini di donne in vetrina. Il conoscente ammiratore mi è sembrato attento, profondo, mescolava le parole e le immagini in un contesto di sensi soggettivi quasi emozionale. Ascoltava, osservava, ripeteva dentro di sè ogni cosa vista e detta e ne conservava il risultato per espandere dentro di sè la considerazione. Il non esteta è stato un giudice non condizionabile, un &#8216;biologo&#8217; dell&#8217;identità con tanto di microscopio e scartoffie senza senso per cogliere appieno ciò che si nascondeva oltre l&#8217;apparenza. Ora, la vera follia se vogliamo, è aver provato ad essere tutti e tre gli uomini nello stesso momento rivedendo e riascoltando il tutto una quarta volta, e ritrovarmi a dire: &#8220;eccomi, questo sono io, e questa è lei, la regina di quella puntata che con la sua intelligenza, il suo coraggio e il suo cuore si è distaccata dal giudizio globale rifiutandolo, opponendosi e smascherando l&#8217;oggettività con le parole di una donna che sente di non essere un oggetto. E quali parole meglio delle tue.<br />
Infine, proprio perchè si tratta di te, voglio andare oltre il luogo comune proposto dalla televisione perchè ne ho già uno per me&#8230; saprai immaginarlo quale esso sia.<br />
Avrò la tua arrendevolezza alla mia costanza</p>
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